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Il luogo per la sua bellezza ha attirato artisti di tutto il mondo che lo hanno visto, fotografato e dipinto, in tutte le stagioni e da tutte le angolature. Con esso erano macinati tutti i tipi di grano necessari alla popolazione sorrentina. Al mulino era annessa anche una segheria alimentata dalle acque correnti, provenienti dalle colline, e dalle acque sorgive. Sono, infatti, ancora visibili una serie di grotte nelle quali erano stati scavati dei pozzi, che fornivano l’acqua ai sorrentini. Inoltre dalle pareti di queste grotte era estratto anche il tufo con cui sono state costruite molte case prima dell’avvento del cemento armato. La segheria forniva segati di qualsiasi spessore e di qualunque legno, come ciliegio, ulivo e noce, agli ebanisti sorrentini che, con la produzione di manufatti artigianali ricchi di un significato artistico di grande bellezza, hanno creato un’attività che ancora oggi li fa conoscere in tutto il mondo e che dà lavoro a molti artigiani. Accanto al mulino ed alla segheria era annesso anche un lavatoio pubblico, dove si recavano le donne del popolo per lavare i panni. Il vallone fu abbandonato in poco tempo per un evento determinante:
la costruzione di Piazza Tasso, avvenuta nel 1866. La costruzione
di Piazza Tasso ha isolato il vallone, ha chiuso tutte le vie di
comunicazione
all’uomo ed agli agenti atmosferici. |
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